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Bioedilizia: dalla Germania fino alla Spagna. Il futuro nella cartastraccia?

Se i primi passi nella storia della bioedilizia sono stati fatti negli anni settanta in Germania quando si parlava di Baubiologie, il futuro potrebbe prendere piede in Spagna.

Infatti, proprio presso l’Università di Jaén, in Andalucía, il team di Carmen Martínez García è alle prese con la produzione di mattoni eco-friendly.

Mattoncini Colorati

Il materiale di questi mattoni deriva direttamente dagli scarti di cellulosa prodotti dal riciclaggio della carta amalgamati e compattati con fanghi di acque reflue e argilla.

Allo stato attuale della ricerca, i mattoncini di carta (i prototipi misurano 3x1x6 centimetri) presentano numerosi vantaggi. I ricercatori della Escuela Politécnica Superior de Linares hanno confermato una conduzione termica molto bassa e di conseguenza un buon isolamento termico. Inoltre in fase di produzione è richiesto solo materiale organico di recupero e di facile smaltimento favorendo così sia un risparmio energetico e di materie prime che una riduzione dei tempi di cottura in forno. Tutti elementi a favore dell’ambiente.

D’altra parte la resistenza meccanica dei mattoncini è ancora al di sotto degli standard di legge. I ricercatori stanno cercando di migliorarla  valutando anche l’utilizzo di altri prodotti di scarto, come i residui della produzione della birra, dell’olio e del biodiesel.

Tra alcuni ricercatori italiani sorgono dubbi e perplessità. Dalle parole di Alessandro Rogora – professore di tecnologia dell’architettura al Politecnico di Milano ed esperto di costruzioni in materiali riciclati – emerge che il fango utilizzato dal team spagnolo per la costruzione dei mattoncini viene normalmente utilizzato come concime, da qui la perplessità sull’uso di questo materiale come base per le nostre case. Un’altra piccola critica viene esposta nei confronti dell’utilizzo di acqua sporca.

Nonostante tutto, è importante sottolineare che la ricerca non è ancora conclusa e che tecniche simili venivano già adottate nell’America degli anni ’20 quando si utilizzava la cellulosa unita al cemento per ottenere materiale solido a basso costo. Infine, a favore del team spagnolo il fatto che risultati positivi potranno aprire una nuova strada per la bioedilizia caratterizzata da materiali riciclabili e di basso costo a favore di un risparmio economico e benefici sia ambientali che etici.

Fonti:

Maria Letizia Scillia

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This entry was posted on February 16, 2013 by in Ecoedilizia and tagged , , , .

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